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Apartment in green
Immagine / Fotografia

Apartment in green / Cytter, Keren

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Titolo / Responsabilità: Apartment in green / Cytter, Keren

Descrizione fisica: grafica : opera altezza 50 cm - opera larghezza 63.7 cm

Data:2019

Nota:
  • carta
  • stampato (serigrafia)
  • Le opere di Keren Cytter sono dei microcosmi che intrecciano relazioni complesse e in continua mutazione con il contesto circostante; l’artista utilizza spesso ambientazioni domestiche e banali per narrare il mondo contemporaneo permeato da cliché dei media sociali e non. I suoi disegni, film e romanzi sembrano voler sfuggire alla monotonia del quotidiano, ma in fondo gli eroi e le eroine (i cui ruoli sono spesso delegati a persone che appartengono alla sua cerchia di amici) si muovono in contesti familiari e riconoscibili per parlare di amore, desiderio, gelosia e violenza. Con uno spirito intenzionalmente ibrido, le sue produzioni filmiche parlano della condizione umana nella nostra era, profondamente segnata dai media, attraverso strategie narrative che contemplano lo straniamento e la ripetizione ossessiva. (mostra "Keren Cytter - Mature Content", Museion, 26.01. – 28.04.2019)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Ed. 1/30 – 30/30 + 5 A.P. - Inv. Museion: 1/30 - Serigrafia su carta (Corona, Magnani di Pescia, 400 g) con il disegno di un appartamento in verde. La veduta è caratterizzata da una prospettiva straniante e ravvicinata. L'edizione è stata realizzata per la vendita presso il Bookshop di Museion in occasione della mostra "Keren Cytter - Mature Content" (26.01. – 28.04.2019).

Per un capriccio. 12 opere grafiche per Paolo Della Grazia
Immagine / Fotografia

Per un capriccio. 12 opere grafiche per Paolo Della Grazia / Della Grazia, Paolo - Borsari, Anna Valeria - Balestrini, Nanni - Oberto, Martino - Gorni, Meri - Pavanello, Giancarlo - Guberti, Silvia - Comani, Daniela - Formenti, Raffaella - Vaccari, Franco - Vitone, Luca - Patella, Luca - Marisaldi, Eva

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Titolo / Responsabilità: Per un capriccio. 12 opere grafiche per Paolo Della Grazia / Della Grazia, Paolo - Borsari, Anna Valeria - Balestrini, Nanni - Oberto, Martino - Gorni, Meri - Pavanello, Giancarlo - Guberti, Silvia - Comani, Daniela - Formenti, Raffaella - Vaccari, Franco - Vitone, Luca - Patella, Luca - Marisaldi, Eva

Descrizione fisica: grafica : misure variabili

Data:2019

Nota:
  • carta
  • cartoncino
  • stampato (litografia)
  • stampato (acquatinta)
  • stampato (acquaforte)
  • incollato (Collage)
  • "Per un capriccio non è solo un titolo ma anche una possibile sintesi. Nato tre anni fa dalla casuale convergenza di interessi tra un collezionista e uno stampatore, il progetto contiene una passione autentica e la ferma volontà di esplorare il mistero dell'arte al suo nascere, stabilendo nuovamente una forma di collaborazione diretta tra gli artisti e un committente. Per un capriccio è una piccola raccolta di opere grafiche, per ora alimentata da dodici artisti. Invitati da Paolo Della Grazia (il collezionista) e con il supporto tecnico di Roberto Gatti (lo stampatore), essi si sono cimentati nell'impresa di trasformare il proprio lavoro, solitamente realizzato con altre tecniche, in stampe d'arte originali, utilizzando un foglio di medie dimensioni. Per Paolo Della Grazia si è trattato di un ritorno alle origini. Curioso dell'interazione fra parola e immagine, fin dalla metà degli anni Sessanta ha cominciato a collezionare opere e documenti dalle avanguardie storiche del Novecento, Futurismo in particolare, fino alla Poesia Visiva e Visuale italiana e internazionale. Il suo nome è inscindibile dall'Archivio di Nuova Scrittura, inaugurato a Milano nel 1989. L'Archivio non era un semplice contenitore per opere e documenti di pregio, ma un elemento propulsore per nuovi studi e ricerche. Una funzione, quest'ultima, che continua a svolgere anche dopo il 1999 nelle due istituzioni pubbliche che lo hanno accolto, il Mart a Rovereto e Museion a Bolzano. Roberto Gatti ha fondato, alla fine degli anni Settanta, il Laboratorio d'Arte Grafica di Modena che può oggi, nel suo quarantesimo anno di attività, testimoniare di un impegno e un rigore costante che riempie di significato e valore la sua esperienza. Il rapporto fecondo tra artista e artigiano, tra le visioni del primo e i saperi dello stampatore, rimane imprescindibile per la creazione di un'opera a stampa originale. Oggi molto è cambiato (le tecniche, il mercato, i linguaggi), ma lo scambio tra le due figure, anche a distanza, conserva la consueta magia. Di questi dodici artisti, molti sono noti per le ricerche verbovisive, alcuni sfidano il binomio arte e scienza, altri lavorano sui temi della cronaca e della comunicazione, altri ancora indagano il genere, il diario, la memoria e l'identità. Tutti amano la forma libro e il libro come oggetto. Il viaggio di Nanni Balestrini attraverso la parola e l'immagine, incessante laboratorio di sperimentazione e di confronto, traduce il rapporto tra oriente e occidente in una visione caleidoscopica, dando voce a dinamiche di confusione e separazione. Anna Valeria Borsari, in Cornici, sceglie il disegno e la fotografia per interpretare un evento catastrofico attraverso un gioco di riflessi e rimandi: pochi frammenti di percezione, isolati e allontanati, sono racchiusi entro un elemento semplice e antico, oggi divenuto un dispositivo ambiguo e invadente. Daniela Comani riprende un lavoro fotografico del 2008 (Fine) e lo rielabora in quattro lingue: la citazione letteraria dal finale de La coscienza di Zeno ci ricorda come la visione apocalittica di Italo Svevo anticipasse di circa vent'anni la prima bomba atomica. Nell'ironico Prendimi di Raffaella Formenti si alternano zone lucide e grezze, restituendoci la presenza degli strappi ottenuti mediante la scalfittura (un processo amato dall'artista, accanto alla piegatura della carta recuperata), campionando al minimo il colore e annullando l'immagine. È invece l'immagine semplice e suggestiva dell'albero genealogico a ispirare Meri Gorni, che vi ha incluso molti scrittori suoi maestri quali parenti ideali di una ricerca fluttuante tra la parola e l'immagine: dal capostipite Jung a Beuys, da Proust a Calvino, fino a Zola. Natura umana, natura divina di Silvia Guberti lascia affiorare la consuetudine dell'artista con le pratiche orientali della calligrafia e fin dal titolo racchiude e svela il cuore dell'immagine, condotta sul confine tra laicità e sacralità. I disegni che scandiscono Cornucopia di Eva Marisaldi, alternando ritmicamente tratti intensi e decisi con tratteggi sommessi, sono originati dal suono, un elemento frequente in una pratica artistica affidata all'ascolto, all'attesa e alla smaterializzazione. "Che cosa significa spensare?" domanda con insistenza Martino Oberto nelle sue tavole, nutrite di letture filosofiche e affidate a una gestualità libera: l'esito è una scrittura astratta, spesso ai limiti dell'illeggibile ma sempre chiara e lineare a una lettura emozionale. Simbologie alchemiche e cosmologiche, in grado di scortarci in un mondo onirico e puro, definiscono la complessa poetica di Luca Patella, da sempre giocata sul confine tra Arte e Non Arte e affiancata da una costante sperimentazione con le tecniche calcografiche. Il virare della ricerca di Giancarlo Pavanello verso il linguaggio cromatico della pittura si esplicita in opere in cui il colore, strutturato e composto fino a diventare una sorta di nuova scrittura, sembra voler ridurre in sordina il testo verbale, poetico o di altro genere. Franco Vaccari si è lasciato ispirare dagli effetti ottenuti dal fondo di una tazza inumidita di caffè posata su un foglio: le tracce circolari si sono autogenerate fuori dal controllo dell'artista, un po' come accade nei suoi lavori 'in tempo reale'. Luca Vitone, infine, isola un dettaglio dell'immagine della ruota rossa su campo nero, figura di forte impatto e rigore visivo. Un simbolo a lui caro, che diviene metafora di quell'impegno individuale, unito all'attenzione per l'altro e per la collettività, che impregnano le sue indagini antropologiche sui luoghi." (Sara Fontana, "presentazione" in: "Per un capriccio. 12 opere grafiche per Paolo Della Grazia", Roberto Gatti Editore, Modena 2019, pag. 9-10)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Edizione che documenta il progetto artistico "Per un capriccio" da un'idea del collezionista Paolo Della Grazia: 12 artiste e artisti contemporanei hanno realizzato un'opera grafica in collaborazione con il Laboratorio d'Arte Grafica di Modena. Le 12 stampe sono state realizzate con tecniche diverse, in tirature limitate, numerate e firmate dalle autrici e dagli autori. Accompagna le 12 grafiche un volume edito in 300 copie, realizzato in occasione della mostra delle opere alla galleria Artesucarte di Modena, allestita nei mesi di febbraio e marzo 2019. Con un testo di presentazione di Sara Fontana ed un'introduzione e commenti alle singole opere di Paolo Della Grazia. Le 12 opere grafiche sono di: - Anna Valeria Borsari, "Cornici", 2018, litografia e doratura a foglia, ed. 10/10 - Nanni Balestrini, "Oriente, Occidente", 2017, litografia, carborundum, collage, ed. P. A. 1/5 - Martino Oberto, "Cosa significa spensare?", litografia, ed. 3/35 - Meri Gorni, "Albero genealogico", 2018, acquaforte, litografia, collage, ed. 6/10 - Giancarlo Pavanello, "Stanze vuote", litografia, ceramolle, acquatinta, ed. 1/1 [?] - Silvia Guberti, "Natura umana e natura divina", litografia, carborundum, ed. 7/15 - Daniela Comani, "Fine/The End", litografia, ed. 8/10 - Raffaella Formenti, "Prendimi", litografia, ed. 6/10 - Franco Vaccari, "La luna 40 anni dopo bevendo un caffè con Paolo Della Grazia", acquatinta, ed. 10/10 - Luca Vitone, "Eppur si muove (dettaglio II)", 2018, litografia, acquatinta, ed. I/X - Luca Maria Patella, "Sèrrati ne la cella del cognoscimento di te", 1992/2018, litografia, ed. 2/10 - Eva Marisaldi, "Cornucopia", 2019, litografia, ed. 10/10 Le tre copie del volume che accompagna il progetto sono gli esemplari nr: 051/300, 296/300 e 297/300.

Wind Pressure Concert/Score Aria Milano 1972 - 2017 / Aria Bolzano 2008 - 2017
Immagine / Fotografia

Wind Pressure Concert/Score Aria Milano 1972 - 2017 / Aria Bolzano 2008 - 2017 / Hell, Silvia

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Titolo / Responsabilità: Wind Pressure Concert/Score Aria Milano 1972 - 2017 / Aria Bolzano 2008 - 2017 / Hell, Silvia

Descrizione fisica: grafica - installazione : opera (cad.) altezza 42.6 cm - opera (cad.) larghezza 154 cm - cornice (cad.) altezza 44.7 cm - cornice (cad.) larghezza 156 cm - cornice (cad.) profondità 3 cm

Data:2019

Nota:
  • vetro
  • stampato
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Abstract: 8 lastre (stampa fotografica su vetro duraclear) che mostrano una cronologia di sette sostanze inquinanti monitorate nell'aria di due città: Milano (6 lastre) e Bolzano (2 lastre). L'opera è stata presentata in occasione dell'evento organizzato da TransArt a Museion utilizzando la macchina per spettacoli di luce colorata dell’artista Ludwig Hirschfeld-Mack ("Lichtspielapparat (Rekonstruktion)") conservata nella collezione di Museion il 19.09.2019. Lo stesso linguaggio creato dall’artista per visualizzare le sostanze inquinanti è stato ri-codificato e interpretato dal pianista Enrico Pompili. L'opera è stata inoltre riadattata e proiettata sulla Facciata Mediale di Museion accompagnata dalla musica di Enrico Pompili (23, 24, 25 e 27.09.2019).

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Allerheiligen Gedenkfeier auf dem Friedhof in in Algund

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fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Südtirol Festival (Musikwochen) Daniel Hope mit dem Züricher Kammerorchester Doppelbelichtung

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Südtirol Festival (Musikwochen) Daniel Hope mit dem Züricher Kammerorchester

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Daniel Hope, Zürcher Kammerorchester

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Daniel Hope, Zürcher Kammerorchester

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Daniel Hope, Zürcher Kammerorchester

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Daniel Hope, Zürcher Kammerorchester

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Richard Galliano

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Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Richard Galliano

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Richard Galliano

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Richard Galliano Quintett

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Immagine / Fotografia

fotografia / Haller, Walter

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Titolo / Responsabilità: fotografia / Haller, Walter

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

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Abstract: Richard Galliano

Cartolina illustrata
Immagine / Fotografia

Cartolina illustrata

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Titolo / Responsabilità: Cartolina illustrata

Descrizione fisica: Cartolina illustrata : altezza 10 cm - larghezza 15 cm

Data:2019

Nota:
  • carta
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Nr. 9 cartoline pubblicitarie, a colori, relative al Miramonti Boutique Hotel Avelengo raffigurante diversi motivi (personale, piscina a sfioro, camera, panorama/belvedere) e slogan (A room with a view, collect moments not things, a love story, keep calm & relax).

Bivacco (transport)
Immagine / Fotografia

Bivacco (transport) / Egger, Hannes

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Titolo / Responsabilità: Bivacco (transport) / Egger, Hannes

Descrizione fisica: fotografia : à altezza 40 cm - larghezza 60 cm - con cornice à altezza 43 cm - larghezza 63 cm - profondità 3.7 cm

Data:2019

Nota:
  • carta fotosensibile
  • fotografato
  • Richiamandosi agli adesivi dei club alpini presenti sulle pareti del bivacco, l’artista lascia un adesivo con un codice QR al posto del numero di emergenza. Il codice consente di scaricare sul cellulare una performance audio. I visitatori possono così vivere un’esperienza fisica ed essere guidati attraverso i significati della storia e delle storie racchiuse in questo riparo aperto. (In: Bivacco, catalogo della mostra, 2019).
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Fotografia a colori in 3 parti, con cornice, Ed. 1/3 + 1 AP. La serie fotografica mostra il trasporto del vecchio bivacco nominato "Günther Messner" dall’Alto Adige a Venezia, dove nell’ambito della 58° Biennale d’Arte 2019 all’Isola di San Servolo a Venezia ha ospitato le opere di sette artisti altoatesini: Jacopo Candotti, Nicolò Degiorgis, Hannes Egger, Julia Frank, Simon Perathoner, Leander Schönweger, Maria Walcher. Sul verso in basso a destra firma d'autore e didascalie con pennarello nero: "Hannes Egger, BIVACCO (transport), Part 1, I/III + I, 2019"; "Hannes Egger, BIVACCO (transport), Part 2, I/III + I, 2019"; "Hannes Egger, BIVACCO (transport), Part 3, I/III + I, 2019".

True Lie
Immagine / Fotografia

True Lie / Frank, Julia

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Titolo / Responsabilità: True Lie / Frank, Julia

Descrizione fisica: fotografia : altezza 50.8 cm - larghezza 50.8 cm - con cornice altezza 60 cm - larghezza 60 cm - profondità 2 cm

Data:2019

Nota:
  • carta fotosensibile
  • fotografato
  • stampato (digitale)
  • Il bivacco è intitolato a Günther Messner, morto tragicamente sul Nanga Parbat nel 1970. Nel 2000 è stato rinvenuto un reperto osseo a lui attribuito grazie all’analisi del DNA. Basandosi su quest’ultima, l’artista ha installato due bandiere fatte di corde colorate appese ai lati del bivacco. Facendo dei nodi alle corde, Julia Frank scrive “lie” su una delle bandiere e “true” sull’altra, ricordando come la versione di Günther Messner dell’incidente sia sparita con la sua morte. (In: Bivacco, catalogo della mostra, 2019).
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Fotografia a colori, Ed. 1/2 + 1 AP. Documentazione dell’installazione di una bandiera in due parti collegate, fatta di corde da roccia colorate, nelle quali sono state annodate le parole „TRUE“ e „LIE“. L’opera prodotta di 400 m di materiale faceva parte del progetto artistico “Bivacco” nell’ambito della 58° Biennale d’Arte 2019 all’Isola di San Servolo a Venezia al quale hanno partecipato sette artisti altoatesini: Jacopo Candotti, Nicolò Degiorgis, Hannes Egger, Julia Frank, Simon Perathoner, Leander Schönweger, Maria Walcher. Sul retro sia della foto che del cartone titolo, data, edizione e firma d'autore con grafite: "True Lie, 2019 1/2 (+ 1 AP) Julia Frank".

fotografia
Immagine / Fotografia

fotografia

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Titolo / Responsabilità: fotografia

Descrizione fisica: fotografia

Data:2019

Soggetti: Gruppenbild

Luoghi: Merano

Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Meran - Der Gleichstellung: Aktionsplan 2020-2024 wird im Oktober 2020 vorgestellt. Im Bild von links die Beamtinnen Sarah Freimuth und Claudia Tomio, Stadträtin Gabriela Strohmer, Kulturabeilungsleiterin Barbara Nesticò und Soziologin Heidi Flarer

infin che l'mar fu sovra noi rinchiuso
Immagine / Fotografia

infin che l'mar fu sovra noi rinchiuso / Schmuck, Karin

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Titolo / Responsabilità: infin che l'mar fu sovra noi rinchiuso / Schmuck, Karin

Descrizione fisica: fotografia : lunghezza 120 cm - altezza 120 cm

Data:2019

Nota:
  • stampato (stampa a pigmenti)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Nel lavoro fotografico intitolato “Hercules’ Pillars”, Karin Schmuck si concentra sullo spazio geografico e le sue delimitazioni. Nell’antichità si riteneva che le cosiddette “Colonne d’Ercole” rappresentassero il limite estremo del mondo. Nel Rinascimento, le Colonne d’Ercole erano il simbolo del superamento dei limiti delle conoscenze dell’antichità classica e del medioevo. Karin Schmuck si ispira a miti antichi e alle opere letterarie che li hanno ripresi, lei ha percorso la costa dello Stretto di Gibilterra sia sul versante spagnolo che su quello marocchino, tenendo sempre lo sguardo fisso sull’altra sponda. Il suo sguardo fotografico è rivolto al superamento dei confini, ci fa comprendere che la possibilità di attraversare questo stretto di soli quattordici chilometri di larghezza rappresenta oggi, per i popoli del continente africano, la speranza di un mondo migliore, un “Plus ultra”.