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Trovati 3 documenti.

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Untitled
Bene culturale / Oggetto

Untitled / Tavella, Barbara

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Titolo / Responsabilità: Untitled / Tavella, Barbara

Descrizione fisica: dipinto : opera altezza 95 cm - opera larghezza 150 cm

Data:2023

Nota:
  • colore ad olio
  • tela
  • dipinto
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Dipinto ad olio su tela con una figura ibrida astratta. Nelle sue opere l'artista affronta temi come la sensualità e la seduzione, la nostalgia e l'autonomia, la forza primordiale e la vulnerabilità. I corpi dipinti sono incastonati in un paesaggio cromatico indefinito e si fondono con la natura circostante come un'aura cangiante. I suoi personaggi, visti come creature ibride e mistiche, difendono attivamente e autonomamente la propria sessualità e possiedono la sensualità selvaggia dei loro corpi al di là di ogni fantasia e rappresentazione stereotipata.

Me, We
Bene culturale / Oggetto

Me, We / Shimabuku (Michihiro Shimabuku)

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Titolo / Responsabilità: Me, We / Shimabuku (Michihiro Shimabuku)

Descrizione fisica: installazione : porta 1 altezza 180 cm - porta 1 larghezza 83 cm - porta 1 profondità 3 cm - porta 2 altezza 191 cm - porta 2 larghezza 96.5 cm - porta 2 profondità 3 cm - porta 3 altezza 196 cm - porta 3 larghezza 95 cm - porta 3 profondità 4 cm - porta 4 altezza 192 cm - porta 4 larghezza 69 cm - porta 4 profondità 4 cm - porta 5 altezza 187 cm - porta 5 larghezza 94 cm - porta 5 profondità 3 cm - porta 6 altezza 143 cm - porta 6 larghezza 67.5 cm - porta 6 profondità 4 cm

Data:2023

Nota:
  • legno
  • metallo
  • montato
  • L'opera, creata per l'omonima mostra di Museion "Me, We", faceva parte di una grande installazione scultorea prodotta in collaborazione con la Fondazione Antonio Dalle Nogare di Bolzano e l’Ex-Montecatini (ex-Solland Silicon) di Merano, creata con i materiali da costruzione ricavati dal Mauracherhof e dall’Ex-Montecatini (ex-Solland Silicon). In questa installazione l’artista unisce due edifici dal background culturale molto diverso, entrambi attualmente in corso di demolizione o ristrutturazione. Il Mauracherhof fu costruito nel 1278, mentre l’Ex-Montecatini (ex-Solland Silicon) risale agli anni Venti del Novecento, periodo dell’italianizzazione della regione. L’artista attribuisce a storie diverse un significato comune e un’esistenza futura in qualità di opere d’arte. "Posizionare oggetti in verticale. Posizionare in verticale degli oggetti stesi a terra. Il semplice atto di posizionare in verticale un oggetto è un’azione umana primitiva, forse all’origine della scultura. Questa volta, a Bolzano, ho composto un’installazione combinando i materiali di risulta e di scarto di due edifici che hanno stili e significati diversi per il patrimonio culturale dell’Alto Adige che stanno per essere ristrutturati o demoliti, e le cose usate al loro interno. Mettere insieme due edifici che non si sono mai incontrati e ricrearli come opere d’arte." (cit. Shimabuku) Insieme le due location innescano narrative storiche incrociate che collocano l’Alto Adige al centro del commercio globale. (mostra Shimabuku "Me, We", Museion, 06.05. - 03.09.2023)
Immagini: Immagine 1 di
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Abstract: Edizione unica - Installazione composta da 3 coppie di vecchie porte provenienti dal maso Mauracherhof di Bolzano. Il Mauracher Hof è un complesso antico situato nel quartiere di Gries-San Quirino a Bolzano, in Alto Adige. L’edificio è menzionato per la prima volta nel XIII secolo ed è uno dei più antichi masi tipici della zona di Bolzano. Nella sua lunga storia, ha ospitato viaggiatori provenienti da diverse valli ed è stato anche l’abitazione dei suoi vecchi proprietari. Il Mauracher Hof è stato posto sotto tutela artistica nel 1951 e nel 1955 per la sua importanza storica e architettonica. Attualmente è in fase di riqualificazione come nuovo hotel, per aprire un nuovo capitolo della sua lunga storia.

Scarification of the Spirit Body
Bene culturale / Oggetto

Scarification of the Spirit Body / Harrison, Matthew Angelo

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Titolo / Responsabilità: Scarification of the Spirit Body / Harrison, Matthew Angelo

Descrizione fisica: scultura : scultura altezza 51 cm - scultura larghezza 24 cm - scultura profondità 13.5 cm - piedistallo altezza 118 cm - piedistallo larghezza 32 cm - piedistallo profondità 20 cm

Data:2023

Nota:
  • legno
  • resina
  • alluminio
  • incastonato
  • montato
  • Matthew Angelo Harrison pratica da alcuni anni una forma critica di riproposizione di artefatti, per i quali la violenza della storia coloniale impedisce di rintracciare le origini. Lavora con maschere e sculture di legno africane, che trova online sul mercato secondario europeo prive di indicazioni sulla loro provenienza, oggetti che lui incastona in blocchi levigati di resine poliuretaniche ed espone su zoccoli in alluminio di tipo industriale. I suoi artefatti tecnoidi tracciano paralleli fra le odierne rotte commerciali delle sculture africane e quelle transatlantiche dello schiavismo e ricordano così la storia sempre attuale di una violenza senza fine di espropriazione. Facendo leva sulla loro estetica disumanizzata, ridotta ai minimi termini, Harrison si riallaccia anche al lavoro in fabbrica e alle conseguenze della deindustrializzazione a Detroit, città in cui è cresciuto negli anni Novanta, traducendo in termini artistici il design industriale della techno. (mostra HOPE, Museion, 30.09.2023 – 25.02.2024)
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Abstract: Scultura composta da una figura femminile in legno proveniente dalla tribù Banama incastonta in un blocco di resina poliuretana trasparente e posta su di un piedistallo in acciaio.